Protesta anti-G8

Migliaia di manifestanti si sono riuniti a Sapporo, sull’isola giapponese di Hokkaido, per protestare contro i paesi membri del G8 alla vigilia del vertice del 7-9 luglio. Primi scontri tra polizia e manifestanti che hanno portato all’arresto di 4 uomini durante una perquisizione di un furgone. L’incontro in programma avrà come temi centrali i cambiamenti climatici, l’aumento dei prezzi del petrolio e la crisi alimentare nei paesi del terzo mondo.

Parteciperà all’incontro in programma anche il premier Silvio Berlusconi, il quale ha già in programma diverse proposte tra le quali raddoppiare i fondi destinati agli aiuti umanitari da 60 a 130 milioni di euro, e portare all’attenzione internazionale la questione dell’energia nucleare. Saranno oggetto di attenzione anche i rapporti con l’Iran, la situazione in Afghanistan, nei Balcani e i rapporti tra la Nato e la Russia. Sul discorso suddetto di raddoppiare gli aiuti umanitari, a fronte di un aumento considerevole del prezzo del riso nei paesi del terzo mondo, potrebbe certamente risultare una scelta obbligata. Le tematiche, ancora tutte da verificare, ma facilmente ipotizzabili, sul discorso del nucleare che Berlusconi vuole discutere nel meeting, sono forti i dubbi sulla attuabilità di una scelta energetica che è stata ampiamente etichettata come costosa, non ecologica e non perseguibile in quanto richiede tempi di attuazione superiori alle richieste energetiche che verranno a crearsi nei prossimi decenni.

Riguardo alla questione sul nucleare, vi propongo un articolo molto interessante riportato nel blog di Beppe Grillo.

http://www.beppegrillo.it/2008/06/intervista_a_je.html
Ritengo i contenuti espressi molto importanti e potrebbero aprire gli occhi a molti che ancora pensano ad un nucleare utile al nostro paese.

Una Risposta a “Protesta anti-G8”

  1. v3n0m Dice:

    Il nucleare non è la risposta che la nostra civiltà attende. In giro si sta dicendo poco, ma siamo al passaggio fra la seconda e la terza rivoluzione industriale e questo porta a conseguenze di “transizione” un pò particolari: crisi energetica, insostenibilità del sistema economico pensato nel 20° secolo, instabilità politica mondiale e recessione mondiale.. dispiace che saranno i nostri nipoti a godersi il meglio, forse, se ne usciremo. c’è da riconvertire tutto il sistema energetico al sole, al vento, all’acqua..tornare indietro per andare avanti, utilizzando la tecnologia per massimizzare l’energia che ci offre la natura. la sfida vera sarà trasformare l’ecososteniblità delle imprese in una fonte di guadagno, perchè solo salvaguardando gli introiti trimestrali delle corporations si potrà spingere queste ultime a fare affari in maniera diversa. Kyoto di per sè serve a poco perchè abbiamo ampiamente superato il punto in cui certe misure possono rivelarsi significative, semmai è da considerarsi come una spia dell’impegno che certe nazioni intendono mettere in progetti salva-uomo…. il mondo va ripensato, il problema è che a tirare i fili ci sono sempre loro: banchieri in primis, elites politiche asservite ad essi, criminalità organizzata.

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