Greenpeace scala la Torre Eiffel

Dodici militanti di Greenpeace sono stati arrestati domenica mattina dopo aver appeso nel centro della Tour Eiffel, tra il primo e il secondo piano, uno striscione contro la politica nucleare promossa dal premier Sarkozy. Secondo quanto indicato in un comunicato dell’organizzazione, il premier francese sta spingendo a favore di una politica energetica esclusa dalla roadmap che l’Ue si è data fino al 2020 oltre al rischio di far deragliare il significato e le tematiche dei negoziati sul pacchetto energia e clima che saranno tenuti nel semestre di presidenza francese. «La volontà francese di sostituire il nucleare nella roadmap europea ostacola lo sviluppo delle rinnovabili e delle politiche di gestione dei consumi. Inoltre, su scala globale, la sua politica a tutto campo di sfruttamento del nucleare è ancora foriera di gravi rischi di proliferazione», prosegue il comunicato. L’organizzazione ha inoltre denunciato la fuga di uranio dell’inizio della settimana nella centrale nucleare di Tricastin e protesta contro l’annuncio di un secondo reattore nucleare di terza generazione in Francia. E mentre qualche settimana fa la Svezia chiudeva 4 delle sue centrali nucleari, i nostri vicini transalpini non sembrano intenzionati ad abbandonare questa scelta energetica che da sempre ha dato perplessità ai governi di tutto il mondo e ancora oggi non da garanzie di sicurezza oltre che di rinnovabilità, in quanto gli incidenti accadono, per fortuna fin’ora in maniera gestibile e gli impianti invecchiano non garantendo un’innovazione facile o a buon mercato.


Ricordo come di consueto l’intervista a Jeremy Rifkin fatta sul blog di Beppe Grillo.

3 Risposte a “Greenpeace scala la Torre Eiffel”

  1. V3N0M Dice:

    ti dico solo che i cinesi stanno pensando anche a reattori al plutonio per evitare di dipendere dall’uranio importato. e in più sono uno dei paesi leader al mondo per progetti riguardanti l’energia pulita e rinnovabile.
    in ogni caso è certo che la risorsa per la quale ci si scannerà come maiali fra non molto tempo è una sola : l’acqua. sta accadendo quello che i nostri paesi liberi e democratici temevano.. anche il resto del mondo si sta sviluppando e vuole consumare; è evidente che questo creerà un collo di bottiglia enorme che potrà essere affrontato sia con l’educazione energetica ma anche se non soprattutto con tanta iper-tecnologia.

  2. Neclord Dice:

    Bhe, che siamo sull’orlo di una rivoluzione industriale lo si era ben capito, ma ciò che a me da molto da pensare è se le risorse mondiali saranno sufficienti per tutti o ci sarà un’inevitabile guerra per accaparrarsi la supremazia planetaria.

  3. V3N0M Dice:

    al di la della francia che fa testo fino a un certo punto, c’è da dire che la Cina entro il 2020 intende costruire almeno 40 nuove centrali.. si parla di più di 300 miliardi di watt prodotti col nucleare ai quali si affiancheranno quelli prodotti con le rinnovabili. oltretutto la cina, che si appresta a diventare la prima superpotenza mondiale anche in campo tecnologico, fa sapere di avere in mente una nuova tecnologia per i reattori:

    “Per lo scienziato Qian Jihui, ex vicedirettore generale dell’International Atomic Energy Agency, nonché presidente onorario dell’Istituto di Energia nucleare cinese, non ci sono dubbi. Sarà questa la soluzione a tutti i problemi economici e ambientali del pianeta. “Nessun esponente del mainstream gradisce le novità – ha detto lo scienziato. Ma nella comunità internazionale del nucleare molti pensano che il domani sia questo. I nuovi reattori sono strategicamente competitivi e alla fine avranno il sopravvento. Quando ciò accadrà, il vecchio nucleare ne uscirà a pezzi. Ecco cosa si intende per rivoluzione”.

    Anziché essere alimentato dalle sbarre a combustibile incandescenti che azionano un reattore tradizionale, l’Htr-10 è alimentato da 27mila sfere di grafite delle dimensioni di palle da biliardo rivestite da lamine di uranio. Invece che da acqua bollente, radioattiva e corrosiva, il nucleo è bagnato da elio inerte. La sala di controllo, priva di finestre, ospita soltanto 3 computer e alcune strumentazioni elettroniche caratterizzate da semplici pulsanti e indicatori colorati. Se qualcosa non dovesse andare bene, in caso di incidente insomma, non ci sarebbe nessun vero e proprio pericolo.

    Il trucco, ha spiegato Zhang Zuoyi, direttore del progetto, consiste nella cosiddetta dilatazione Doppler: più gli atomi si surriscaldano e più si distanziano tra loro. Così facendo per l’elettrone risulterà quasi impossibile riuscire a colpirne il nucleo.

    “Quando si verifica un’emergenza in un reattore tradizionale, si ha solo una manciata di secondi per prendere la decisione giusta – commenta orgoglioso Zhang. Con l’HTR-10 si ha un margine di giorni se non addirittura di settimane, per risolvere il problema”. Gli ingegneri dell’Inet hanno già fatto qualcosa di inconcepibile per un reattore normale: hanno disattivato l’impianto di raffreddamento ad elio e aspettato che il reattore si stabilizzasse da solo. Molto preso Zhang ha ripeterà l’esperimento nel corso di una conferenza internazionale che si terrà a Pechino. “Forse – ha concluso – un giorno questo tipo di test sarà utile anche a livello commerciale”.

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    queste cose in unione ai nuovi sistemi di trattamento delle scorie potrebbero dare nuovo slancio al nucleare in una nazione di 1 miliardo di abitanti che ha bisogno di energia come un cane nel deserto ha bisogno di acqua..
    vedremo come si disporranno i vari stati verso una tecnologia che non ha ancora cambiato il mondo come ci si aspettava.
    attendiamoci comunque innovazioni tecnologiche straordinarie e inaspettate nei prossimi 20 anni..

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