Internet, la cura per il pianeta

La libertà digitale

La cura per il pianeta

Secondo il Millenium Project, un vasto studio sul domani condotto dalle Nazioni Unite, il mondo si sta allineando, grazie ad Internet, alla scienza e alla medicina, su un percorso che porterà prosperità, pace e un destino migliore dei secoli scorsi per l’umanità. Tutto ciò però dipende fortemente da come i governi affronteranno il problema del cambiamento climatico e del degrado dell’ambiente. Insomma, se qualcuno desse ascolto a Greenpeace ogni tanto, potremmo avere un mondo migliore sul serio.

Sono 8 i punti sui quali questo “piano per un futuro migliore” si concentra:
1) Eliminare la fame e la povertà estreme
2) Diffondere in tutto il mondo un’istruzione scolastica primaria per tutti i bambini
3) Eliminare le differenze fra uomini e donne
4) Ridurre il numero di mortalità nella prima infanzia
5) Ridurre la mortalità per donne gravide
6) Combattere HIV/AIDS e le altre malattie
7) Introdurre politiche che sfruttino un’economia eco sostenibile per salvare l’ambiente
8) Creazione di una partnership globale per la risoluzione dei problemi mondiali (debiti del terzo mondo, guerre, mercati internazionali, ecc)

Il progetto inoltre si auspica un risveglio dei leader mondiali prima di un evento o un cataclisma che, in conseguenza di una forte perdita di vite umane, costringa gli stati a correre ai ripari e ad iniziare politiche a favore dell’umanità invece che della ricchezza dei singoli stati. Sul quotidiano The Indipendent è stato anticipato questo progetto che si avvale del contributo di 2500 esperti in tutto il globo e dell’appoggio di molte organizzazioni tra le quali l’Unesco, la Banca Mondiale, la Us Army e la Fondazione Rockefeller. Il documento presentato mostra i punti positivi e quelli negativi che il mondo sta raccogliendo dalle scelte fino ad ora perpetuate. Tra le note positive troviamo l’aumento dell’aspettativa di vita media, il calo della mortalità infantile, l’aumento dell’alfabetizzazione, l’aumento del reddito medio pro capite, il calo di guerre e conflitti, e in particolar modo l´aumento dell’uso di Internet. Le note dolenti riguardano invece l’aumento delle emissioni di carbonio e del surriscaldamento globale (ringraziamo Cina e U.S.A.), l´aumento del terrorismo e della corruzione, l´aumento della disoccupazione e il calo della partecipazione al voto degli elettori.

Nell’introduzione del documento, scritta dal professor Jerome Glenn, si può leggere: «Il futuro continua a migliorare per la maggior parte del mondo ma una serie di ostacoli possono alterare drasticamente le prospettive globali. Viviamo in un periodo unico nella nostro storia, Internet, i telefonini, il commercio internazionale, hanno fatto nascere un’umanità interdipendente che può creare e realizzare strategie globali per migliorare le sue prospettive. La nostra è la prima generazione della storia che ha dato a molti gli strumenti per conoscere il mondo nel suo complesso, per identificare i sistemi per il progresso, e per realizzarli». Insomma, basta scuse. Siamo nell’era delle telecomunicazioni, dei blog, delle enciclopedie online, dove le risorse digitali oramai hanno spodestato quelle cartacee. Il web diffonde conoscenza, come indicato dal rapporto. E’ il mezzo che sta «reinventando le vite dei terrestri, la più potente forza della storia per la globalizzazione, la democratizzazione, la crescita economica e l’istruzione». Come disse Beppe Grillo, il web è il nuovo media, arriva dalla fonte alle persone senza intermediari. E’ la libertà di sapere.

4 Risposte a “Internet, la cura per il pianeta”

  1. Neclord Dice:

    Bhe, forse gli amanti del cartaceo, del profumo e del rumore di una pagina nuova, non si stancheranno mai. Però io non ci troverei nulla di strano a fronte di una tecnologia ben sviluppata, anzi.

  2. V3N0M Dice:

    se è per quello esistono anche i libri in digitale, solo che è una tortura leggerli.. il pc non è fatto per queste cose. per la carta basta usare materiali diversi, riciclabili o di sintesi. non credo che internet sostituirà la carta cosi come la tv non ha sostituito la radio.

  3. Neclord Dice:

    Certamente accetto le tue critiche sull’affermazione che la rete ha spodestato (o spodesterà a breve) le risorse cartacee. non era una frase messa li con leggerezza. Era un pensiero ideato dalla convinzione che in un futuro prossimo la pubblicazione delle notizie diverrà unicamente telematica e, di conseguenza, non sarà difficile realizzare libri digitali o quotidiani digitali, simili a monitor o a fogli di giornale, che possano essere “caricati” come ipod o usb key e quindi fungere da risorse “portatili” delle informazioni digitali presenti nella rete. Così come canzoni, film, ecc sono oggigiorno scaricabili, non trovo ostacoli nel poter immaginare lo stesso per romanzi, enciclopedie ecc. Tutto sta nel saper trovare una soluzione alternativa alla carta, la cui produzione di fatto rischia di estinguere le foreste del pianeta.

    P.S. Il giornale digitale collegabile al pc per aggiornare le notizie già esiste, non ricordo in quale paese.

  4. V3N0M Dice:

    suggerirei che serve anche l’alfabetizzazione informatica… il progetto dell’ONU è condivisibile anche se c’è da dire che non è dissimile rispetto a quello di 50 anni fa. il problema è attuarlo.
    internet è stato ed è il primo sistema di comunicazione globale degno di questo nome nella storia dell’umanità e in quanto tale ricoprirà un ruolo cardine nello sviluppo sociale ed economico del mondo; io prenderei ad esempio la struttura logica di internet per rifare i sistemi esistenti a partire dagli acquedotti: in USA a fronte di guasti alla linea delle acque si sono resi conto che se le tubazioni avessero avuto la logica delle linee telematiche non vi sarebbero state zone rimaste a secco in quanto l’acqua avrebbe avuto altri percorsi per giungere al consumatore senza per forza doversi basare su un unico, preciso tubo.
    invece sulla frase “Siamo nell’era delle telecomunicazioni, dei blog, delle enciclopedie online, dove le risorse digitali oramai hanno spodestato quelle cartacee” ci sarebbe da eccepire.. non credo che internet potrà mai soppiantare le risorse cartacee; fino a che si tratta di informazioni(notizie), scambio di idee o di contenuti internet funziona benissimo, ma quando si parla di una cosa indispensabile come la CULTURA il web può stare alla finestra: non c’è nulla che nella formazione culturale di un individuo o di una sociatà rispetto a temi quali la scienza, la storia, la letteratura, la filosofia etc possa sostituire tomi cartacei formati da migliaia di pagine. in pratica non ci si può fare una cultura con internet perchè è una cosa che dipende da ore e ore (anni) di paziente studio dei testi. la rete in questo senso resta un’occasione per trarre spunti, approfondimenti o suggestioni. cosi come è impensabile usare un computer per leggere anche un semplice romanzo di narrativa.
    da questi punti di vista internet rischia di essere anche poco educativo poichè abitua i giovani a non riuscire ad approcciare testi che superino i 2 paragrafi di lunghezza.
    il web è un mezzo, il fine se lo devono creare le persone ma se le persone non si sono create una cultura al di fuori della rete probabilmente avranno un fine inferiore o inadeguato.
    il primo fine di internet fu quello di garantire agli USA le comunicazioni fra i centri nevralgici del paese in caso di guerra nucleare con l’urss: oggi lo scopo della rete dipende da noi.

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