
Dov'è la privacy?
Francesco Pizzetti, Garante per la privacy, ha parlato nella Relazione Annuale al Parlamento parlando delle insidie della rete e dei pericoli che essa cela. I siti oggetto dell’attenzione del Garante sono i Social Network come YouTube, MySpace, Facebook e molti altri. L’oggetto delle preoccupazioni espresse riguarda in particolare la diffusione di dati sensibili in maniera incontrollata e che potrebbe rivoltarsi contro chi utilizza questi servizi. La condivisione di immagini e video che raffigurano aspetti della vita delle persone possono rimanere sulla rete per sempre, anche contro il volere del legittimo proprietario. I rischi connessi alla diffusione di materiale personale colpiscono i particolare i giovani che in maniera inconsapevole spesso pubblicano materiale che potrebbe compromettere il loro futuro. Primo aspetto c’è il discorso dell’assunzione quando i soggetti entreranno nel mondo del lavoro. Già tempo fa avevo letto che in Inghilterra alcune aziende, insieme al curriculum dei soggetti che analizzano, fanno ricerche anche su siti web come quelli prima citati. Certamente un soggetto che vuole un posto in una filiale bancaria o in un’azienda importante, avrebbe qualche problema nel difendersi da foto che lo ritraggono in situazioni imbarazzanti come per esempio mentre fuma della marijuana o dopo una sbronza con gli amici. Sempre per esperienza personale, ho conosciuto un ragazzo italo-americano, arruolato nell’esercito statunitense, il quale mi ha spiegato come negli Stati Uniti non sia strano che soldati o personale dell’esercito vengano “spiati” anche su questi tipi di siti. Immaginatevi un soldato che pubblica su MySpace foto che lo ritraggono in un’azione militare. Potrebbe essere un grosso problema. Un altro pericolo potrebbe derivare anche dalla “pubblicità comportamentale”, che utilizza la navigazione in Internet per inviare pubblicità mirata sulla base di gusti, interessi e comportamenti delle persone. Le dichiarazioni del Garante sui rischi della rete mi trovo d’accordo, in particolare sul fatto che non tutto deve essere pubblicato in maniera irresponsabile, poichè il web è una risorsa illimitata e se non si hanno le conoscenze adeguate si rischia di incappare in truffe, diffamazioni o diventare preda di spam e pubblicità creati ad personam. Ci penserete la prossima volta prima di pubblicare le foto “scandalose” della vostra ultima festa?
Salve viaggiatori. Il mio nome è Diego, meglio noto come Neclord. Sono un ragazzo classe 1986, nato con Chernobyl e cresciuto sotto il ventennio di Berlusconi. Potrei definirmi quasi un reduce di guerra, data la quantità di assurdi eventi accaduti da quando sono entrato in collisione con questo pianeta. 


16 Luglio 2008 alle 7:31 pm
Io ho preso un bello spavento e così, non che io avessi foto compromettenti su myspace o facebook, ho tolto e cancellato quanto più possibile ciò che di superfluo c’era e messo in privato il restante. Penso che quanto tu abbia scritto sia totalmente condivisibile e di grande importanza. Bisogna sensibilizzare e mettere in guardia i giovani; come già ti ho scritto da qualche parte, il web non è sinonimo di garanzia ed affidabilità. Se usato in maniera errata può portare a gravi conseguenze. E chi è niubbo come me farebbe bene a guardasi bene dal pubblicare cose sbagliate in siti sbagliati! Per cui facciamo girare le parole del garante della privacy. Non che ci volesse lui eh, per capire certe cose. Il buon senso è la cosa più importante.
16 Luglio 2008 alle 9:27 pm
al di la di certi casi limite bisognerebbe chiedersi se sia giusto o meno essere giudicati per quello che si vuole far trasparire di se stessi su internet.
è un pò come fare un colloquio di lavoro e non essere assunti perchè si ha l’orecchino. o come dire che se andassi a cercare impiego in un ufficio, potrebbero non assumermi perchè su un blog esprimo le mie idee mentre il capo è del pdl. mah.
16 Luglio 2008 alle 11:03 pm
Credo che laddove ci sia libertà di pensiero politico, religioso, culturale allora è corretto che nessuno possa discriminare per esempio un giovane che cerca lavoro per le sue idee. Il senso di questo articolo e degli avvertimenti che da sta invece in quell’ambito di “maleducazione che se pubblicità può ledere l’immagine di una persona. I miei colleghi e responsabili sono stati fra i primi a ricevere per mail l’indirizzo di questo blog. Alcuni fra loro sono leghisti, altri del Pd, alcuni amano Grillo, altri lo aborrono. Le mie libere idee non influenzano il mio rendimento professionale. La dove invece fosse diffusa un’immagine di me “alcolizzato, che faccio uso di droghe o pubblico materiale pornografico”, allora a mio avviso un responsabile, venendo a sapere tali comportamenti, ha l’obbligo di informare l’azienda e i miei superiori. una persona che occupa un posto di lavoro da comunque un’immagine dell’azienda stessa, perciò, nonostante noi tutti nel privato siamo liberi di perpetuare scelte di ogni tipo, qualora il privato diventa pubblico, il giudizio degli altri può essere un problema.
16 Luglio 2008 alle 11:46 pm
ipocricy…
non sono assolutamente d’accordo con questo modo di vedere la realtà, dove il soggetto diventa oggetto a uso e consumo delle aziende. ma tant’è.
il sabato sera ti stonfi però non lo deve sapere nessuno.. guardi siti porno però non lo deve sapere nessuno.. ti fai una canna ma non lo deve sapere nessuno a meno che tu sia rastafariano e allora magari hai l’attenuante culturale. non credo proprio che un “responsabile” abbia il compito di vigilare la mia vita privata per verificare se ci siano abitudini che lui considera immorali a meno che io non viva in un presente che fa sembrare blade runner e matrix dei bucolici paesaggi di campagna . son cose che fanno molta, molta paura soprattutto se vengono avvalorate dalla gente.. sono quasi senza parole.
1984 is now
http://it.youtube.com/watch?v=aKrDWs-xfrE&feature=related
17 Luglio 2008 alle 5:44 pm
V3n0m, io non mi riferisco al fatto che un responsabile deve assoldare un team di investigatori privati che ti facciano anche una rettoscopia per vedere se fai il narcotrafficante. Mi riferisco al fatto che se uno è così stupido da “sputtanarsi” in “mondo visione” un responsabile che ha i mezzi per sapere che persona sei, di fatto può valutarti in mille modi. Se io fossi un responsabile e devo assumere uno che scopro un poco di buono non lo assumerei.
17 Luglio 2008 alle 9:31 pm
ribadisco che un’azienda non ha il diritto di giudicare le persone per quello che fanno nel loro privato a meno che non debbano ricoprire ruoli del tutto particolari (vedi presidente del consiglio et similia). nessuno deve avere paura di postare le immagini dell’ultimo lan party perchè poi rischia di non essere assunto. oltretutto con questo metro di giudizio il 99.99% dei più valenti manager mondiali dovrebbe essere licenziato. per fortuna credo che le aziende cosi paranoiche da fare robe del genere, si contino sulla dita della mano di ET