Giro di vite sulle assenze nel pubblico impiego

Notizia di questi giorni che il ministro Brunetta vuole fermare il dilagare dell’assenteismo nel settore pubblico con l’introduzione di una serie di novità atte a fermare questa piaga. Il pubblico impiego è da sempre un posto appetibile in quanto rispetto alle aziende private, ha sempre goduto di maggior tolleranza e flessibilità. Tutto ciò è destinato a cambiare e personalmente sono d’accordo con la linea decisa per affrontare il problema.

Tagliare il personale che non lavora, fa assenze ingiustificate e non adempie al lavoro per il quale è pagato. I punti del documento presentato dal ministro della Funzione Pubblica sono i seguenti:

  1. Assenze per la durata di un giorno: la visita fiscale sarà obbligatoria anche per un periodo così breve ma con un regime orario più ampio per la reperibilità al fine di agevolare i controlli.
  2. Proseguimento della malattia: nell’ipotesi di un solo giorno di malattia successivo ad un precedente e distinto «evento» di un solo giorno, occorrerà presentare un certificato rilasciato da struttura sanitaria pubblica.
  3. Assenza superiore a 10 giorni: nell’ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell’anno solare, l’assenza viene giustificata esclusivamente mediante presentazione di certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica. Il periodo superiore a dieci giorni si realizza sia nel caso di attestazione mediante un unico certificato dell’intera assenza sia nell’ipotesi in cui in occasione dell’evento originario sia stata indicata una prognosi successivamente protratta mediante altro/i certificato/i, sempre che l’assenza sia continuativa («malattia protratta»).
  4. Certificazione: le pubbliche amministrazioni non possono chiedere che sui certificati venga indicata la diagnosi, essendo sufficiente l’enunciazione della prognosi.
  5. Medico convenzionato con il Ssn: il certificato non potrà essere rilasciato da un medico libero professionista non convenzionato con il Servizio sanitario nazionale. L’evidenza del rapporto con il Ssn dovrà risultare dal certificato.
  6. Lo stipendio: nei primi 10 giorni di assenza è corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento economico accessorio. Vi sono però delle eccezioni, e riguardano i trattamenti più favorevoli eventualmente previsti per le assenze dovute a infortuni sul lavoro o a causa di servizio, oppure a ricovero ospedaliero o a day ospital o a terapie salvavita.
  7. Tredicesima mensilità: rientrano nel trattamento fondamentale, e quindi non rientreranno nella decurtazione prevista alcune voci, come la tredicesima mensilità, la retribuzione individuale di anzianità, gli eventuali assegni ad personam per il personale del comparto ministeri e analoghe voci per il personale dipendente da altri comparti.

Queste nuove regole sono forse una batosta per chi ha fatto una bella vita rilassata sfruttando vuoti legislativi nel contratto nazionale del pubblico impiego. Per coloro che da anni lavorano in aziende private, dove la serietà è sempre un elemento fondamentale, queste norme sono cosa nota. A titolo informativo vorrei però proporvi alcuni spunti presi da un documento che può farvi riflettere su come vanno le cose in Italia.

Elenco delle presenze dei parlamentari e senatori eletti (primi 3):

Elenco delle assenze dei parlamentari e senatori eletti (primi 3):

Documento interattivo e completo su Il Sole 24 Ore.

Quindi in Italia, i dipendenti delle aziende private lavorano duramente da sempre, quelli del servizio pubblico verranno bastonati a breve (giustamente), mentre i nostri dipendenti pubblici per eccellenza? Gli eletti dal popolo? Bacchettano i cittadini e fanno quello che vogliono alla faccia nostra? L’appartenenza di alcuni personaggi di un partito in “particolare” nella classifica dei più assenteisti è puramente un fatto casuale, credo.

10 Risposte a “Giro di vite sulle assenze nel pubblico impiego”

  1. clau89 Dice:

    1. ci sarà talmente un intasamento delle visite fiscali che non se ne verrà più fuori
    2. stessa cosa del punto 1

    mi hai tolto le parole di bocca. mentre scorrevo le righe pensavo che i nostri politici fanno una bella vita, mentre i lavoratori si fanno (volgarmente) il mazzo.
    l’unica cosa di positivo di brunetta è la celerità e la serietà con cui procede nel suo lavoro: nel senso che ciò che dice, fa.

  2. LeD Dice:

    anche permè è una cavolata dovrebbero essere + severi e controllare casi per casi non si può fare dell’erba tutta un fascio…..

  3. Neclord Dice:

    Il problema è il solito. Per colpa di chi se ne approfitta, poi a pagare è la collettività. C’è troppa gente che nel settore pubblico da quello che gli pare. Ne ho sentite di cotte e di crude. Io lavoro da quasi 4 anni e non ho mai sgarrato una volta sulla serietà che mi è stata richiesta. C’è chi, quotidianamente, sfrutta il sistema carente di leggi per non lavorare e percepire stipendi. Una regolamentazione di questo schifo tutto italiano serviva.

  4. v3n0m77 Dice:

    cazzo proprio quando io stavo cementando alcune ottime conoscienze per ambire al posto (para)statale… avevo già ipotizzato 7 o 8 pause caffe ogni 4 ore e la scrittura coi colleghi di un piano di cazzeggio anti-sgamo. a sto punto devo puntare al parlamento. tanto per entrare li basta la terza media e non contano i processi penali in corso: se pò fà.

    il silvio è sempre il migliore, d’altra parte lui è in giro per il paese con l’elmetto da operaio per il nostro bene, controlla i lavori, risolve le emergenze: ricorderei che ci sono ville che non ha mai visto e barche sulle quali non ha mai navigato, potrebbe godersele e invece è in giro per il bene comune. e di certo è più incisivo lui quelle poche volte che mette piede a roma, rispetto a quelli che vantano il 100% di presenze. il top resta comunque un patrimonio culturale italiano come vittorio sgarbi, in parlamento non andava mai, però andava in tv a dire:

    “porca puttana non è possibile che bonolis prende 6 milioni e io 200 mila euro, non riesco a pagarmi tutti i viaggi che devo fare, l’hanno scorso ho guadagnato la miseria di 500 mila euro..”

    invece il più pirla della catena è l’operaio che lavora in fabbrica, perchè è pirla 2 volte… lavora 9 ore al giorno se va bene, prende un tozzo di pane, si fa il culo e spesso come un idiota vuole lavorare sempre di più, non solo per i soldi, ma perchè ha questo assurdo senso di immedesimazione nell’azienda senza che quest’ultima divida con lui gli utili a fine anno. giusto ieri ero lì col mio collega e sentivo dire “NOI facciamo questo, a NOI non conviene mandare via i pezzi cosi, NOI dobbiamo risparmiare sull’inchiostro, quindi ricicla le etichette vecchie”.. Oh.. ma NOI CHI?! nel 1970 se facevi gli straordinari i colleghi ti guardavano con sospetto, adesso ti guardano cosi se NON li fai. proletariato dove sei?

  5. Neclord Dice:

    Sono d’accordissimo con te V3n0m. Immedesimarsi nell’azienda è roba da giapponese restato fuori… eppure troppa gente la vede così. Lavaggio del cervello forse.

  6. v3n0m77 Dice:

    forse è anche dovuto al fatto che il senso identitario del proletariato organizzato (e ideologizzato) non esiste più. gli operai di oggi sono un marasma diversificato di laureandi , padri di famiglia, ragazzi di passaggio, immigrati e scassacazzo.ognuno pensa ai cazzi suoi, le tutele sono quasi zero.

  7. LeD Dice:

    ma tu pensa il contratto commerciale una commessa può essere costretta a fare fino a 80 ore (2 settimane lavorative di seguito senza pausa) e poi avere la pausa a me sembra incredibile oppure se lavora la domenica è max 7 ore le altre ore in + sono straordinari che dovrebbero essere pagati il 30% di + invece visto che domenica è festivo ed è già maggiorato del 60% non si aggiunge il 30% ma solo il 60% sono robe incredibili e loro intanto ogni 2×3 si alzano lo stipendio i benefit e qualsiasi altra cosa …..

  8. Neclord Dice:

    Led, solito discorso che faccio spesso. E’ un paese in cui la giustizia è stata distorta e le persone si sentono costantemente minacciate e prese per il culo.

  9. Walter P. Dice:

    Si sebbene non abbia votato PDL (beh, non siamo a questo livello eh :D ) devo appoggiare Brunetta per il modo in cui sta assolvendo al suo compito. 30 arrestati a Marsala al museo cittadino: timbravano e andavano a farsi i cacchi loro. Se per scovarli c’è bisogno che la politica metta il pepe sul culo alla finanza, ben venga.

    Discorso a parte sulla giustizia, dove Berlusconi e Alfano stann oletteralmente distruggendo tutte i nostri principi democratici.

  10. Neclord Dice:

    Non è che tutti quelli di destra sono criminali e quelli di sinistra comunisti. La verità sta nel mezzo. Quelli di centro destra sono semplicemente guidati da un pluri-prescritto e inquisito, una sorta di guru del crimine, quindi tutti i loro buoni propositi, perchè ci sono progetti e leggi giuste, vengono vanificati dall’ingombrante figura di un leader non democratico che dovrebbe essere cacciato dalla coalizione in quanto impresentabile (lo dico da anni). Quelli di centro sinistra hanno un leader che dorme in piedi, non fa referendum, non fa proposte, dice SI ma anche NO, non ha gli attributi e, segretamente, secondo me è al soldo dello psiconano. L’unico che sta facendo qualcosa per questo Paese resta l’ex magistrato del pool di mani pulite, Antonio Di Pietro.

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