Di Pietro: «Referendum contro il Lodo Alfano»

Sono le parole dell’On. Antonio Di Pietro a tener ben accesi i fuochi della polemica che da settimane imperversa il governo. «Signor Presidente del Consiglio che non c’è», inizia il leader dell’Italia dei Valori durante la giornata dedicata all’analisi della manovra economica del governo, riferendosi al premier, il quale risulta sempre assente nell’aula di Montecitorio. Continua poi Di Pietro: «suvvia, abbia un po’ di rispetto per il Parlamento, si presenti almeno il giorno che chiede la fiducia! Ma ormai l’abbiamo capito, a lei non gliene frega niente del Parlamento: tanto sa che la maggioranza delle persone che sono qui, almeno fino a quando ci sarà questa legge elettorale, sarà sempre pronta a votare qualsiasi porcheria pur di assecondarla e così riguadagnarsi il posto a tavola per la prossima volta. E lo so, lo so, fa male sentire queste parole, ma purtroppo questa è la nuda e cruda verità, specie dopo l’approvazione della legge con cui la sua maggioranza le ha regalato l’impunità. Un’impunità provvisoria, signor Presidente del Consiglio che non c’è, se lo metta bene in mente, perché il referendum che stiamo preparando spazzerà via questa vergogna tutta italiana che ci ha costretto a subire».

Video dell’intervento di Antonio Di Pietro, seguito dal testo dei passaggi salienti.

Inizia il discorso del leader dell’Idv:

«Oggi, signor Presidente del Consiglio che non c’è, sistemati i suoi affari personali, ci propone un altro decreto-legge, anch’esso fatto in casa, alla chetichella, tutto da sé, come se a fare le leggi ci debba pensare sempre e solo lei, come se il Parlamento non servisse a niente, come se la Costituzione non servisse niente; e ce lo propone con questo provvedimento chiamato pomposamente «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria»: e la miseria, mi sono detto quando ho letto il titolo, sta’ a vedere! E subito giù a leggere le carte. Impresa impossibile: ci siamo trovati di fronte a 600 pagine di articoli, richiami ad altri articoli, rinvii, rimandi, un testo che non si capiva da dove cominciare a leggere! Ma poi abbiamo capito: non dovevamo leggerlo. E infatti neanche i suoi ministri l’hanno letto, perché è stato approvato in un Consiglio dei ministri di soli 9 minuti! Insomma, era tutto una finta; ed infatti di lì a qualche giorno ci avete riempiti di emendamenti, emendamenti, emendamenti: uno l’avete presentato proprio adesso, in questi secondi!
Poi, oggi mettete il voto di fiducia: una fiducia che noi dell’Italia dei Valori, che non abbiamo scritto «giocondo» sulla testa, non abbiamo alcuna intenzione di darvi».

Prosegue parlando nello specifico delle manovre economiche proposte:

«Anch’io mi sto convincendo che la moderna economia liberale, se lasciata sola alla libera globalizzazione dei mercati, rischia di trasformarsi in realtà in un anarchico coacervo di monopoli, oligopoli, cartelli di imprese, intricati conflitti di interesse: insomma, è vero che vi è necessità di ritornare ad una maggiore responsabilizzazione della mano pubblica, poiché altrimenti a guadagnarci sono sempre e solo i colossi imprenditoriali, e non l’intera collettività. Ma se questa è l’analisi politica delle mille difficoltà nazionali e internazionali su cui la nave Italia deve navigare, le soluzioni che avete proposto sono come il cianuro per l’ammalato: invece di far soffrire ancora i cittadini, li uccidete subito, all’istante. La manovra economica che avete proposto, nel suo complesso, pur con qualche pregevole distinguo, scopiazzato qui e lì da proposte altrui, la riteniamo del tutto irrazionale: per dirla in soldoni, essa toglie ai deboli per dare ai forti e ai furbi».

Di Pietro parla delle necessità di entrate nelle casse dello Stato:

«Vi servivano soldi? Bene: dovevate prenderli dagli evasori fiscali, dai truffatori, dai falsificatori di bilanci, dai corrotti e dai corruttori, specialmente se di testimoni giudiziari! E non siamo solo noi a dirvelo: ve lo ha detto anche il procuratore generale della Corte dei conti, non più tardi di un mese fa, allorché vi ha espressamente avvertito che - cito le sue parole - l’area dell’evasione fiscale rappresenta la principale riserva per incrementare le pubbliche risorse. Avete capito? Avete un «tesoretto», anzi un «tesorone» da prendere: andate a prendere gli evasori fiscali. Anzi, il procuratore generale vi ha anche indicato come fare per riuscirvi: incentivare il lavoro e l’attività di riscossione delle società pubbliche e degli uffici finanziari addetti allo scopo».

Proposte per recuperare denaro dalla gestione pessima del settore pubblico:

«Seguite le risultanze delle indagini giudiziarie che si stanno susseguendo anche in questi giorni, regione dopo regione, e scoprirete che ciò che dovete tagliare non sono i fondi, ma gli sprechi, le inefficienze, le ruberie nei rimborsi sanitari, nelle procedure di spesa e nelle consulenze. Ai magistrati che stanno scoprendo tutto questo malaffare dovreste - dovremmo tutti quanti qua dentro - mandare bigliettini di solidarietà, e non a chi in galera ci sta perché è accusato di aver commesso i reati».

Conclusione dell’intervento:

«Per tutte queste ragioni noi dell’Italia dei Valori vi neghiamo la fiducia, Presidente Berlusconi».

2 Risposte a “Di Pietro: «Referendum contro il Lodo Alfano»”

  1. clau89 Dice:

    io non mancherò !

  2. Neclord Dice:

    http://it.youtube.com/watch?v=H5aclFHgxjY video di Antonio Di Pietro che anticipa il referendum.

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