Il Sahara illuminerà l’Europa

E’ una di quelle idee che, o strappa una risata, oppure ti fa restare di stucco. Il costo è stimato intorno ai 50 miliardi di euro, ma con il petrolio alle stelle, tutto il mercato assume delle prospettive differenti. L’idea è di realizzare un’immensa distesa di pannelli solari nel deserto del Sahara. Il risultato sarà un giorno abbastanza efficace da generare energia a sufficenza per illuminare tutta l’Europa. Ne è convinto Arnulf Jaeger-Walden dell’Istituto per l’Energia della Commissione Europea: «Basterà catturare lo 0,3% dell’energia solare che scalda il deserto del Sahara per sopperire ai nostri bisogni energetici». Il progetto è stato presentato in questi giorni all’Euroscience Open Forum a Barcellona. Integrata a questa proposta c’è la realizzazione di una nuova rete di trasmissione a corrente continua, la quale permetterà di portare l’elettricità in posti lontani senza perdite di energia. La nuova centrale dovrebbe sorgere in un’area poco più piccola del Galles e, in tutta onestà, avrà pochi oppositori tra quelli che nutrono dubbi sul fotovoltaico aggrappandosi alla variabilità del meteo. Nel deserto il sole è una costante, come la potenzialità di questa fonte senza fine. Il progetto ha raccolto subito approvazzioni da parte del presidente francese Nicolas Sarkozy (grande sostenitore del nucleare)e del premier britannico Gordon Brown. I ricercatori sostengono che i pannelli solari nel Sahara saranno più efficaci perché l’intensità dei raggi solari è molto più forte che nelle aree dell’Europa e perciò sarà possibile produrre tre volte più energia. I primi risultati si dovrebbero vedere nel 2050 quando la megacentrale dovrebbe già essere in grado di rendere autonomo un Paese come la Gran Bretagna. In tutta onestà, questa “idea” non è affatto nuova ma, proposta con dati seri e investimenti governativi, assume un valore del tutto differente. La crisi economica ed energetica che sembra investire l’Europa potrebbe forse accelerare questo processo di sviluppo di una tecnologia ancora poco sfruttata? Lo spero vivamente.

7 Risposte a “Il Sahara illuminerà l’Europa”

  1. v3n0m77 Dice:

    avevo già letto questo argomento molte volte negli ultimi mesi e ultimamente l’ho visto riproposto sul corriere.it..
    l’idea è allettante ma bisogna considerare qualche fattore.
    il primo è il costo (che può essere relativo), il secondo è che si parla del 2050, ma al 2050 manca mezzo secolo e la crisi energetica è adesso. l’altra cosa che non capisco è questa: come mai si da per scontato che si vada a tappezzare il sahara di pannelli solari per sostenere (totalmente) le richieste energetiche dell’EUROPA? non avrebbe più senso che un tale spiegamento tecnologico servisse a sostenere le richieste del continente africano anche in vista di un suo sviluppo? cos’è gli sequestriamo il sahara e gli fottiamo il sole? l’idea può essere buona, staremo a vedere, sempre se saremo ancora vivi quando il progetto sarà ultimato :-)

  2. Neclord Dice:

    Sul discorso del “fottere” il Sahara dico che, nonostante sia vero che l’Africa prima o poi dovrà svilupparsi, è anche vero che l’Europa ne ha bisogno ora e nel futuro prossimo e, in tutta onestà, il sole sarebbe il furto meno grave fatto ai danni dei popoli africani. Comunque il problema della data, 2050, l’ho sottolineato subito anch’io. In effetti è troppo tardi. Il costo a mio avviso è sostenibile, perchè se si pensa al corrispettivo in centrali nucleari, il prezzo secondo me è molto più elevato. Ciò che non capisco io è il perchè, noi italiani stupidi, non ne approfittiamo per installare un sistema del genere in Sicilia e Sardegna. Il sole non manca, gli spazi pure dato che non sono fortemente urbanizzate. Certo, piccolo problema: mafia.

  3. led Dice:

    lol incredibile ora ci mettiamo a fottere gli spazzi dei tuareg asddasasdasdadsasddasadsasdasdasddsa se come no! a che quelli ogni santo giorno spaccano su tutto sadsdadsadsadsa …cosa vogliamo fare una lotta armata per estirpare il sahara ai tuareg? adssdaadssdads

  4. v3n0m77 Dice:

    gli abbiamo estirpato praticamente ogni tipo di risorsa conosciuta tranne l’acqua e i cammelli: si potrebbe pensare di traforare il sahara per portare l’acqua in sicilia. i cammelli se li possono tenere.

  5. Alex Dice:

    Dunque: si tapezza il sahara per una superficie pari al Galles, si stende un elettrodotto gigantesco per pertare l’energia in Europa e poi, inevitabilmente, li si deve presidiare militarmente per evitare ogni tipo di rappresaglia da parte dei paesi che verranno sfruttati.
    Basta una cosa per smontare questa tremenda bufala: il solo consumo energetico per trasportare l’energia in Europa vanificherebbe il guadagno (se non erro il consumo per convogliare l’energia da una centrale all’utente finale si aggira attorno al 20%, su suolo nazionale).
    Inoltre come pensano di risolvere il piccolissimo problema della sabbia (e li ce ne è tanta, visto che ogni tanto fa anche qualche tempesta) sui pannelli che ne smeriglieranno anche la superfice vetrata?? Assumo tutti i tuareg con il piumino per spolverarli?
    Ancora non hanno capito che l’unica via percorribile è la produzione a maglie strette. Per la miseria: hanno capito che piuttosto ceh costruire un supercomputer conviene sfruttare la rete e tutti i milioni di computer a lei collegati per ottenere potenze di calcolo spaventose e ancora provano a propinarci la favoletta della Mega-Centrale. CHE TRISTEZZA

  6. V3N0M Dice:

    infatti, sono d’accordissimo, non avevo citato la manutenzione per non fare quello che esagera:-) il mondo va diviso a microcomunità energeticamente indipendenti e che in caso di bisogno scambiano energia col nodo più vicino. lo stesso andrebbe fatto con beni e altri servizi. replicare la struttura di internet per migliorare il mondo significa anche questo.

  7. Neclord Dice:

    Sono d’accordo con entrambi. La proposta megalomane descritta nell’articolo è un equazione ipotetica che, risolti i problemi che avete citato, potrebbe offrire i risultati sperati. Resta comunque più perseguibile una scelta nella quale i palazzi, le case e gli edifici statali possano essere utilizzati come fonti di raccolta dell’energia tramite il fotovoltaico, in modo da creare la famosa “rete” di cui voi avete accennato.

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