Libertà o censura. Che futuro ci aspetta?

Io non ci sto

Io non ci sto

Il libero arbitrio, quella peculiarità che rende l’uomo la creatura straordinariamente libera nell’agire, è ciò che più viene temuto da chi vuole controllare il mondo. Troppi pensieri, ideali, scelte da controllare in una realtà dove esistono miliardi di persone che condividono lo stesso mondo. Se sei un ricco capo di Stato, scelto per guidare una nazione di milioni di persone, la paura più grande trova spazio nella mente dei cittadini, il baluardo da abbattere per avere l’egemonia su tutto. Nella storia, l’unico mezzo di persuasione che abbaia sortito effetti concreti è stata la violenza. Ma la violenza e la repressione sono soluzioni temporanee, poichè lo spirito di aggregazione e il desiderio di libertà hanno sempre portato l’uomo ad interrogarsi sulle sue condizioni e sulle scelte da compiere per migliorare la propria esistenza. Alcuni esempi storici sono stati: la rivoluzione francese, la rivoluzione russa, l’indipendenza americana e la protesta di piazza Tiananmen. Eventi nella storia dell’uomo dove la libertà è stata posta come bene supremo, più importante della vita stessa. Con questa premessa voglio analizzare alcuni contenuti del video che segue.


L’economia e il business dell’ultimo decennio hanno partorito una nuova superpotenza che intende imporre la sua supremazia nel mondo. Disponendo di risorse umane quasi infinite, stimate intorno al 1 miliardo e 300 milioni di individui, questa nazione può rappresentare una grande risorsa per il futuro così come il più grande dei pericoli. La Cina è stata governata per quasi 2000 anni, fino al 1912, da una monarchia imperiale centralista, sostituita puoi da una dittatura di stampo comunista, definita più volte come repressiva e chiusa. In una società dove l’informazione è diventata una necessità primaria per i cittadini, il regime utilizza quotidianamente la censura per evitare la diffusione di notizie scomode al governo centrale. Un esempio di tale pratica è il fatto che quasi nessun cittadino cinese nato dopo il

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Il ragazzo di Tiananmen (Clicca per ingrandire)

massacro di piazza Tiananmen conosce i fatti che accaddero in quei giorni nella capitale. Siti d’informazione come Wikipedia o YouTube sono stati oscurati, mentre altri come google, sono stati pagati per cancellare ogni riferimento a parole come “libertà” o “democrazia“. La volontà del regime di Pechino è quella di mantenere la popolazione ignorante rispetto a tematiche ritenute potenzialmente pericolose per l’ordine pubblico. Nel video che ho inserito in questo articolo si tratta di un argomento recente che riguarda le Olimpiadi. Questa manifestazione sportiva internazionale, organizzata proprio a Pechino (Beijing) in questi giorni, era stata considerata da molti come una sfida alla Cina per valutare i suoi cambiamenti in questi anni nei quali sta vivendo un boom economico impressionante e uno sviluppo della società che la sta proiettando verso un futuro da stato moderno. La verità che è emersa è stata per molti versi deludente. Il pugno duro del regime non ha smesso di colpire, infatti poche settimane prima dei giochi, nella regione del Tibet, l’esercito cinese ha perpetuato una forte repressione con svariate vittime ai danni di manifestanti che chiedevano indipendenza culturale nella loro regione. La censura è diventata una scelta ovvia, infatti proprio in occasione dei giochi le misure di sicurezza e i vincoli informatici sono stati accentuati, anche nei confronti degli sportivi e dei reporter stranieri. I diritti umani non hanno ottenuto attenzione, messi da parte per la manifestazione sportiva, anche se quotidianamente c’è chi ricorda al mondo ciò che la Cina vuole nascondere, come il blog di Rsf (Reporter senza frontiere). La Cina con il suo sviluppo è con molta probabilità il partner o concorrente principale per il futuro di tutti. Interrogarsi su ciò che avverrà nei prossimi anni è perciò una scelta da non attribuire banalmente ad odi o rancori verso il popolo cinese, peraltro da me non condivisi, ma semplicementte una coerente analisi del prospettive future per poter valutare cosa ci aspetta e che parte del tavolo dovremo occupare nel caso il regime volesse evolversi, nel bene o nel male. Se la Cina è dunque il futuro, cosa faremo per la nostra libertà e quella del popolo cinese?

4 Risposte a “Libertà o censura. Che futuro ci aspetta?”

  1. Neclord Dice:

    La Cina è una realtà economica vantaggiosa ora per chiunque abbia capitali da investire, non di certo per i popoli Europeo o Americani. In Italia per esempio tutti dicono che c’è la “crisi”, ma i problemi che realmente influenzano l’economia toccano solo una certa fascia di persone. I ricchi imprenditori spostano semplicemente i comparti produttivi all’estero, guadagnandoci di più, mentre le fasce più deboli vengono falciate da problemi. Serve una soluzione per evitare di finire nel baratro ma non proposte come il “protezionismo doganale”, perchè per quanto resti difficile comprenderlo, l’Italia è un paese esportatore e vive di quello, del “made in italy”. In ogni caso questo articolo aveva lo scopo di fare un autocritica su quello che stiamo facendo e su quello che ci aspetta.

  2. LeD Dice:

    bhe problema loro ma anche problema nostro non rispettando i diritti umani riescono ad essere competitivi + di noi ed ad imporre i loro prodotti sul mercato . questo porta le nostre economie a perdere colpi fino ad azzerarsi …quinidi direi che il problema è anche nonstro non dal versante umano ma dal versante economico commerciale(cinico dire cosi ma è COSI)….
    quindi io direi è un grosso problema le persone che ora dicono che la cina è un vantaggio economico per noi sanno benissimo che è ora un bene ma solo “per loro” che fanno affari perchè come si sà ciò porta sul nostro mercato prodotti + scadenti alle volte pericolosi portando la nostra economia allo sfacielo e alla dipendeza da un import che potrebbe terminare per vari motivi….

  3. Neclord Dice:

    Il fatto è che far finta che un problema non esista può solo portare ad una conclusione: il problema ti investe e ti distrugge. Credo che se la Cina non si modernizzerà, ma anzi, intenderà estendere il suo potere dittatoriale, magari perchè no, anche fuori confine, ci saranno grossi problemi per tutti. Spero davvero che il popolo cinese si ribelli e faccia un casino allucinante, anche se ora come ora sono poco fiducioso.

  4. V3N0M Dice:

    le olimpiadi sono un gigantesco spot promozionale per la cina, se non altro per mettere in mostra l’incredibile quantità di progresso portata dal governo cinese negli ultimi 15 anni.me ne sto rendendo conto guardando i Giochi e notando l’ammirazione degli inviati rai.
    stanotte il commentatore della maratona tesseva l’elogio della cina facendo il paragone fra gli anni 70 quando c’erano solo biciclette e carretti, ed oggi, dove c’è una bici ogni 20 auto, grattacieli ultramoderni,strutture come il water cube e infrastrutture di trasporto che funzionano da dio.nella sua enfasi ha poi paragonato queste olimpiadi a quelle di atlanta (usa) sottolineando che pechino 2008 è avanti anni luce.ancora: il suo socio che tentava parlare del regime è stato stoppato per ricordare che ad atlanta 96 erano stati fatti spostare i barboni dai dintorni della sede olimpica, mentre qui a pechino i più poveri sono stati aiutati offrendo loro un lavoro proprio nell’ambito dell’allestimento della manifestazione…
    probabilmente stare a pechino oggi è una gran bella esperienza, quasi esotica direi, e quindi ci si sente in dovere di tessere le lodi di tutto ciò che di bello si vede.
    i problemi di diritti? un problema dei cinesi e non di chi in cina ci va in vacanza o per lavoro. sto quasi pensando che sia giusto cosi. un problema loro… per noi sono partner d’affari.

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