
La cordata italiana
Sono ore roventi e di forti tensioni quelle che stanno trascorrendo inesorabili verso la conclusione dell’ennesimo scandalo italiano. La trattativa Alitalia, una delle più controverse e assurde manifestazioni di profonda incoerenza di un governo democratico, sta volgendo al termine anche se con un esito per niente scontato. Tutto può precipitare da un momento all’altro, se sindacati e i nuovi padroni designati non troveranno un accordo sui licenziamenti, il contratto di categoria, e tanti altri argomenti messi sul tavolo. Il premier Berlusconi “esorta” le parti ad una risoluzione delle divergenze minacciando che se non verranno superate a breve si andrà tutti a casa (pardon, andranno a casa). Il ministro del welfare, Maurizio Sacconi, ha fatto sapere che il proseguimento delle trattative ha come condizione irrinunciabile la condivisione dell’accordo-quadro da parte di tutti i soggetti interessati». Questo accordo prevede in sostanza:
- Capitale iniziale di almeno un miliardo di euro, pareggio operativo previsto in poco più di due anni.
- I dipendenti saranno 12.500, dei quali 1.550 piloti, 3.300 assistenti di volo, 7.650 tra operai, impiegati, quadri e dirigenti. La selezione sarà sulla base anche dei criteri stabiliti da un’intesa tra le parti entro il prossimo 30 settembre.
- Per tutti i lavoratori per i quale si renda necessario intervenire con misure di sostegno al reddito saranno attivato attivati gli strumenti della cassa integrazione guadagni straordinaria e della mobilità. Le tutele saranno incrementate con un’indennità idonea a far ottenere a ciascun lavoratore l’80% della retribuzione media percepita nei dodici mesi precedenti la collocazione in cassa integrazione o in mobilità.
- I soci di Cai si impegnano a conservare le azioni nella società per un periodo di cinque anni e, nel caso di quotazione in Borsa comunque non prevedibile prima di 3 anni, si impegnano altresì a mantenere la maggioranza assoluta (oltre 51%) del capitale ad azionisti italiani.
- La nuova compagnia sarà concentrata sul trasporto passeggeri includendo attività di volo, terra, manutenzione di linea e leggera, ground handling. Per full cargo e manutenzione pesante il piano prevede una partecipazione minoritaria di Cai.
- Viene prevista una partnership europea; vengono indicati il presidio del mercato di breve-medio raggio basato sulla leadership del mercato interno italiano; posizionamento chiaro e sostenibile nel lungo raggio. Possibile ulteriore rafforzamento della rete interna a presidio delle quote di mercato nei confronti delle low cost; sviluppo ulteriore delle rotte intercontinentali.
- Completo rinnovo della flotta con il superamento delle tecnologie più mature, l’acquisizione di 60 nuovi aeromobili tra il 2009 e il 2013 con forte omogeneità di tecnologie. L’assetto organizzativo sarà quello tipico di un’azienda integrata, incluse le attività manutentive e di handling, con una struttura centrale di indirizzo strategico, basata in Italia.
Il ministro ha successivamente annunciato che i rappresentanti dei piloti e assistenti di volo sarebbero stati convocati in serata a Palazzo Chigi. Ma i lavoratori dell’Alitalia non hanno accolto bene la notizia della convocazione limitata ai confederali, scaturendo proteste vicino a Montecitorio al grido di «Buffoni, buffoni». E mentre i piloti definiscono il nuovo contratto collettivo della categoria “carta straccia“, il segretario dell’Anpac, Fabio Berti ha dichiarato che «uscivamo da una difficile trattativa con Air France. Berlusconi ci aveva dato delle garanzie e ci avevamo creduto, ora deve intervenire personalmente o tramite il sottosegretario Gianni Letta che ha dimostrato buonsenso. Siamo disposti a fare sacrifici, ma vogliamo vedere un piano serio, un segnale, un’apertura anche piccola. E invece siamo di fronte a una chiusura totale. Non ce lo aspettavamo da questo governo che ha sempre mostrato attenzione per i piloti». E mentre tutto va a gambe all’aria, sono le parole del Presidente Berlusconi a dare “speranza” e “tranquillità” agli italiani. Parlando di Airfrance, l’unico acquirente serio che voleva risanare la società accollandosi parte dei debiti, cacciato dal governo per favorire la “cordata italiana”, Berlusconi la spara grossa: «La trattativa si è chiusa perchè il governo ha rifiutato le condizioni imperative dei francesi, tra le quali il prezzo non congruo, e l’obbligo di rinunciare al trasporto di merci che avrebbe dovuto passare obbligatoriamente da Parigi. Poi c’è stato l’incontro con i sindacati e la situazione per cui Air France ha detto di no è stato il veto dei sindacati. Non è vero che ci sono state incursioni politiche, è vero invece che c’è stato il veto dei sindacati per le condizioni poste da Air France». Tradotto: è tutta colpa dei sindacati se Airfrance si è ritirata dall’asta di acquisizione dell’Alitalia. Berlusconi ha poca memoria, questo già si sapeva, ma internet ne ha molta. Ecco dunque riproposte le parole del premier Berlusconi prima delle elezioni, quando intervenne per bloccare l’affare che si stava per concludere sostenendo che ad Alitalia ci “pensava lui” con la “cordata italiana” da lui trovata in poche settimane: «La cordata italiana non è qualcosa di campato in aria: ci sono alcuni nomi di imprenditori impegnati su questo fronte che non posso fare per dovere di riservatezza. Fra qualche giorno questi nomi saranno conosciuti da tutti, perché faranno certamente un’offerta impegnativa. Quando andremo al governo noi, Alitalia avrà tutto ciò che serve per normalizzare la situazione». Quindi se Alitalia fallirà sarà colpa dei sindacati (?) o della rottura della trattativa innescata dal caos creato dalla campagna elettorale del PDL? Menomale che Silvio c’è.
Per approfondimenti: comparazione tra l’offerta di Airfrance e quella del piano Fenice del governo, a cura di Ambra Colacicco.
Fonte dati: Corriere.it
| Ti è piaciuto l’articolo? Votami su OkNotizie |










Nella sezione download puoi trovare materiale di vario genere: ricerche, contenuti, approfondimenti, informazioni e guide.
2 Novembre 2008 alle 5:41 pm
[...] premier (referendum contro il lodo Alfano), per la porcata all’italiana sul caso Alitalia (cordata italiana) e per i tagli devastanti alla scuola pubblica (decreto Gelmini). Che i mercati internazionali [...]
8 Ottobre 2008 alle 1:04 pm
Va bene. Se vuoi occuparti tu di tradurre gli scritti delle riviste di Putin per me va bene!
8 Ottobre 2008 alle 12:56 pm
poi però bisogna tradurre anche gli articoli che parlano bene di berlusconi
8 Ottobre 2008 alle 12:26 pm
Hai un promettente esperto di marketing internazionale che sarà il tuo braccio destro
8 Ottobre 2008 alle 11:33 am
hai ragione, appena ho un momento ci lavoro sopra. Pero ho bisogno di aiuto!!
8 Ottobre 2008 alle 9:29 am
Bhe Ambra, abbiamo il dovere morale di “tradurre” ciò che dicono da Zurigo in su e farlo girare sul web italiota, no? (se hai capito a cosa mi riferisco)
7 Ottobre 2008 alle 8:29 pm
Si. worldwilde fuori dai nostri confini!
Sotto il governo prodi abbiamo ricevuto una multa dall’UE a causa del governo Berlusconi che nel 2003 non ha aggiornato le discariche per riufiuti speciali secondo le nuove norme stabilite nel 2003… sputtanati si, da Zurigo in su perche da noi la nostizia è passata in 3 piano…
2 Ottobre 2008 alle 4:58 pm
Io spero di si, e spero che l’Europa ci multi, o meglio, ammonisca l’esecutivo sputtanandolo worldwide.
2 Ottobre 2008 alle 3:12 pm
si ho sentito la notizia, CAI di certo i debiti non li assorbe.. fallimento?
2 Ottobre 2008 alle 2:21 pm
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/alitalia-31/ricorso-ryan/ricorso-ryan.html?rss
DUBLINO – Nel giorno in cui la Cai ratifica l’intesa raggiunta coi sindacati e il ripristino dell’offerta, la compagnia aerea irlandese Ryanair, leader nel settore low-cost in Europa, annuncia di aver presentato ricorso presso la Commissione europea contro il piano di salvataggio di Alitalia. “Il governo italiano – spiega in un comunicato Jim Callaghan, direttore legale della società – ha cancellato fino a 2 miliardi di euro di debiti di Alitalia, garantisce gli investimenti dei membri del consorzio e ha sottoscritto forti concessioni ai sindacati in cambio del loro accordo a questo ridicolo piano”.
____________
Bhe, se non altro all’estero si sono accorti che Berlusconi e il “libero mercato” sono ossimori.
19 Settembre 2008 alle 4:59 pm
amara realtà
19 Settembre 2008 alle 3:57 pm
Paghiamo noi Gianvito, perchè il Paese, ossia gli elettori, hanno dato i loro “attributi” nelle mani di Berlusconi perchè sono troppo poco motivati per occuparsi della propria vita. E’ più facile dare in mano a uno come Silvio i nostri interessi invece che preoccuparsi di difendere la giustizia, la società, il lavoro, l’istruzione… ma chi ha più voglia di andare in piazza? Di gridare? Sono tutti fashion con i loro cappellini di gucci tarocchi e se ne fregano. Ecco perchè pagheremo noi.
19 Settembre 2008 alle 3:50 pm
di solito si dice
“chi rompe paga”.
credo che in questo caso si parli dell’italia in genere. perchè a pagare siamo noi!
19 Settembre 2008 alle 3:41 pm
Mica è un loro problema se abbiamo un disgraziato a governarci, farebbero bene a far razzia di tutto, tanto i simpatizzanti del PDL han già dato la colpa ai “comunisti”. Alitalia è fallita, punto e a capo.
19 Settembre 2008 alle 3:39 pm
se tornano i francesi col cacchio che si prendono debiti e tutto… ora come ora, chi glielo fa fare?!
19 Settembre 2008 alle 3:24 pm
Il doppio del valore attuale, ossia poco o niente, non è un dato impossibile Ambra. Io non parlo di certo del valore reale dell’azienda, ma di quello che stavano per svendere al Cai. Speriamo tornino i francesi, per una volta non gli farei le pernacchie.
19 Settembre 2008 alle 2:59 pm
Nec.. purtroppo non è così, perche Alitalia non varrà mai il doppio. Ora se ne renderanno conto e tireranno fuori un altro Patner straniero.. personalmente spero in un ritorno di Air-FRance. Si comprano la compagnia a meno di quello che avevano pattuito a marzo, ovvio, i debiti li pagheremo noi, ormai è troppo tardi per avanzare qualsiasi pretesa, Pero’ Alitalia entrerebbe a far parte della compagnia + grande e stabile d’Europa, li si che ci sono possibilità di rilancio. Non sarebbe comunque interesse Italiano, che comunque si trova a pagare, pero’ sarebbe almeno la savezza della compagnia. Tanto, per come stanno le cose, i contribuenti pagherebbero in ogni caso…
19 Settembre 2008 alle 2:21 pm
“colpa del sindacato. e della cgil in particolare.”
come no.
si può dire “li mortacci tua” su un blog?
17 Settembre 2008 alle 11:19 pm
Ma guarda che la verità su Alitalia è una sola. Secondo voi perchè rompono tanto le palle per comprarla spendendo poco? Perchè tra 2/3 anni intendono rivenderla. E’ il giochino del mercato. Questi buffoni dei Cai mica vogliono investire, vogliono comprare un rottame e venderlo al doppio.
17 Settembre 2008 alle 8:16 pm
@neclord: si pure io non la darei a silvio però la darei cmq a qualcuno non possiamo portarcela sulle spalle…
17 Settembre 2008 alle 3:57 pm
eh si poveri lavoratori ,ma cmq non credo che dei piloti meritevoli non trovino lavoro sopratutto dopo tanti anni di esperienza visto la storia dell’alitalia …. tral’altro entreranno in mobilità e quindi chi li assume avrà agevolazioni fiscali e nel periodo di ricerca di lavoro i lavoratori hanno qualcosa per mangiare e sopravvivere……
Anche a me piacerebbe poter fare quello che vogliono fare sti bacucchi dell’economia con la mia azienda ma a me nessuno mi da una mano cosi quindi mi sembra anticompetitivo e fuori da ogni logica fare cosi sopratutto dopo che c’era una compagnia estera che ritirava l’azienda pagandola di + e facendo meno esuberi….insomma si droga il mercato si instaura un reggime di disugualianza che disicuro non fa bene al paese…..
Cmq qua ancora una volta dovrebbe andare in galera il nostro caro sultano visto ceh ha violato le leggi del mercato e ha fatto fallire una trattativa inventando balle…ma oramai grazie al lodo alfano potra anceh sgozzare un comunista a palazzo chigi mentre lo mette in culo alla carfagna
17 Settembre 2008 alle 3:27 pm
I lavoratori Alitalia sono brava gente che lavora e paga le tasse, non imprenditori che frodano. Ok, molti decantano i privilegi dei piloti e degli assistenti come le auto aziendali ecc, ma a buttar soldi dalla finestra sono stati gli amministratori, mica i piloti. Io sognerei un ritorno di Airfrance… meglio ai francesi che agli amici immobiliaristi di berlusca…
17 Settembre 2008 alle 2:34 pm
io l’unica cosa ke dico è ke se dobbiamo ancora continuare a portarcela addosso noi comuni mortali allora meglio il rogo…però poi i poveri lavoratori?
17 Settembre 2008 alle 1:49 pm
cqm è assurdo dare la colpa a chi chiede ciò di cui ha diritto …. tral’altro dicono di abbassare le pretese ma la cordata vuole guadagnarci subito alle spalle dei dipendenti lol tral’altro questa sarebbe proprio una svendita a privati che tral’altro centrano un cazzo con il bussiness del volo ma sono tutti immobiliaristi che hanno accettato di prenderla rubandola praticamente per rivenderla fra 3 anni ed avere pure in cambio dei favori per le mille cose che si stanno facendo per il futuro expo a milano….veramente io sono sconvolto e indignato per ste cose e non riesco a capire chi cazzo ha votato un mafioso di merda squadrista qual’è il sultano italiano merdusconi O.O
17 Settembre 2008 alle 1:42 pm
deve fallire punto e basta!
17 Settembre 2008 alle 12:11 pm
Alimediaset, con la Satta come Hostess e Maurizio Costanzo come pilota?
17 Settembre 2008 alle 12:05 pm
Salverò Alitalia!, e come farà?, me la compro!
Nasce a breve Alimediaset, la nuova compagnia di bandiera!
e forza italiaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!